• Dr. Maria Teresa Izzo

Perdite e mancanze in periodo di Coronavirus

Per te, affinché trovi quello che stai cercando.

In questo periodo di perdite, di vuoti, di mancanze, Giulia, la protagonista del libro “Il buco”, di Anna LLenas, ci spinge a riflettere e ad accettare un mondo che non riconosciamo più come il nostro.

Il vuoto interiore, le mancanze, molte volte dovute anche ai cambiamenti, alla crescita o alla una perdita di una persona cara, ci rendono fragili e vuoti.

Giulia è stordita da questo vuoto, dove entra anche l’inverno.

Allora prova a riempirlo, a cancellarlo, a tapparlo, ma poi una voce le dice

“Smetti di cercare fuori, cerca dentro di te…” e allora, cominciarono ad uscire parole , colori e melodie.

Questo ci insegna che quel vuoto, il tuo vuoto, il nostro vuoto, va capito, va attraversato, ma soprattutto va guardato.

Il tema principale di storia è la RESILIENZA.

La resilienza è un concetto che indica la capacità di fare fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi, restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Far fronte, trasformare, integrare e costruire una resilienza è un percorso personale, ma poi, questo percorso diviene collettivo.

In questo periodo fatto di vuoti e di mancanze, dove prevale l'incertezza e la paura, è proprio Giulia che ci offre un percorso, una riflessione.

Diviene fondamentale quindi, riorganizzare il proprio percorso di vita, trasformando l'evento traumatico o doloroso in apprendimento e crescita.


Qui si inserisce il lavoro educativo del prendersi cura, in una realtà che è sempre più difficile e buia, dove prevalgono sempre più i temi come quelli della paura, dello sfruttamento, della sofferenza, della malattia e dell' abbandono, ma la lente della resilienza ci spinge a guardare il mondo e suoi fenomeni e i relativi cambiamenti, con una nuova lente modificata.

Solo in questo modo diviene possibile continuare a sperare, ma anche ad agire una volta per tutte concretamente nelle pratiche quotidiane.

#diariodiunapedagogista

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