• Dr. Maria Teresa Izzo

La stimolazione cognitiva nell'Alzheimer

“Si impara

Si impara a sentirsi dire ogni giorno “chi sei?”

Si impara a sentirsi dire “sono contento che sei tornata”

Si impara ad essere un giorno amica, un giorno figlia, un giorno collega di lavoro, un giorno Maria Teresa

Si impara a concludere le domande

Si impara anche a scriverlo correttamente Alzheimer

Si impara a capire la parola dimenticata

Si impara a mantenere il filo del discorso

Si impara che una mano stretta vale più di mille parole

Si impara che il muro della professionalità può essere abbattuto da un abbraccio sincero

Si impara a raccogliere i ricordi veri

Si impara ad entrare in quel mondo fatto di odori, suoni e persone

Si imparano nomi di amici e luoghi visitati

Si impara a non crollare davanti ai ricordi veri fatti di lacrime e mancanze

Si impara a capire quando ha freddo, fame o altro

Si impara a lasciare spazi vuoti che poi saranno riempiti

Si impara

Però forse non si impara mai “.



La demenza colpisce il funzionamento cognitivo, psico-comportamentale, funzionale e quello dell’autonomia quotidiana, socio- familiare e anche lavorativa.

Da soggetti autonomi ci si trasforma in soggetti totalmente dipendenti.

Utile, a supporto delle terapie farmacologiche, sono le terapie non farmacologiche, che non hanno effetti collaterali. quali la stimolazione cognitiva e interventi psicosociali.

La parola chiave da seguire durante tutto il lavoro è quella dell’integrazione.

La stimolazione cognitiva è tesa alla promozione del benessere totale della persona ed è finalizzato alla riabilitazione e al rallentamento della patologia, attraverso delle esperienze gratificanti.

Il cervello di ogni soggetto è dotato di Neuroplasticità, il che sta a significare che esso si adatta a nuove richieste in risposta all'esperienza che compie.

Che cos'è la stimolazione cognitiva?

Possiamo definirla come un intervento specifico che si attua per ogni singolo soggetto e che utilizza tecniche ed interventi mirati, che coinvolgono il soggetto in attività che riattivano le competenze residue e rallentano la perdita funzionale causata dalla patologia.


Tra gli interventi possibili troviamo:

-La stimolazione cognitiva

-La terapia comportamentale

-Le attività sensoriali, come la Musicoterapia, la Pet Therapy, La Doll Therapy, l’Arteterapia

-La modifica dei comportamenti scorretti e la riduzione dell’isolamento

-L’attività emotiva, come per esempio il Metodo Validation, che punta l’attenzione sulle emozioni e affettività del soggetto, il quale condivide i suoi sentimenti e la sua storia.

-Le attività di Reminiscenza

-La terapia Occupazionale, finalizzata al recupero delle funzioni e delle competenze cognitive

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